-Curiosità-
Il Tribunale di Nola ha giudicato colpevole il proprietario della discarica che smaltiva illegalmente rifiuti e sostanze tossiche: dovrà risarcire pastori e Comune. L’assessore all’ambiente molto duro contro l’amministrazione Riemma.
Nella tarda serata di giovedì, dopo cinque ore di udienza, il giudice del Tribunale di Nola, Carmela Di Iorio ha emesso la sua sentenza: Cuono Pellini, titolare dell'omonima impresa di smaltimento dei rifiuti, che avrebbe, secondo quanto emerso dall'inchiesta, avvelenato le campagne acerrane, è stato condannato a tre anni di reclusione, al pagamento di un risarcimento di 100000 euro ai pastori Cannavacciuolo ed all'ammenda di 15000 euro. Neanche tanto se si pensa, non solo ai guadagni che all'impero economico accumulato dalla famiglia Pellini, anche grazie alle attività illecite ed al maxi-contratto stipulato col comune (si parlò allora di 10 milioni di lire al giorno), quanto allo sterminio del gregge dei Cannavacciuolo.
La discarica in località Lenza-Schiavone ha ospitato per diversi anni i rifiuti provenienti da diverse città della provincia e diretti poi nel Nord Italia: in quel terreno Pellini smaltiva anche sostanze tossiche provienienti da imprese di Veneto, Toscana e Lazio, grazie alla connivenza di dipendenti comunali e forze dell'ordine. Una maxi inchiesta che si è tramutata nel processo, che giovedì ha portato alla condanna di primo grado e che ha accertato, oltre ai traffici illeciti, anche l'assoluta mancanza di licenze per quello che prima del 2000 era semplicemente un terreno agricolo, prima di trasformarsi nel pattumiera della Campania e non solo. Grazie alla ditta che curava l'intero ciclo, Pellini rimetteva nel mercato come fertilizzanti, anche le sostanze tossiche, dopo averle trattate.
I reati contestati a Pellini sono per i reati di realizzazione di discarica abusiva, immissioni di esalazioni moleste e costruzione ed attivazione di impianto in assenza di autorizzazione all’inquinamento atmosferico. Un processo durato poco più di due anni, durante i quali tanti sono stati i momenti critici, come dimostrato dai continui incendi dolosi, di cui è stata fatta oggetto la discarica posta sotto sequestro. Intanto da viale Democrazia arrivano le prime reazioni alla sentenza: molto soddisfatto l'avvocato Maurizio Balletta, che ha difeso il Comune di Acerra, costituitosi parte civile nel processo. All'udienza conclusiva c'era anche il sindaco Espedito Marletta ed in quel caso l'avv. Balletta ha definito "carta straccia" le autorizzazioni comunali e commissariali per la costruzione della discarica esibite da Pellini.
Su questo punto però è molto forte la reazione dell'assessore all'Ambiente, Andrea Piatto, che sottolinea le gravissime responsabilità che ebbe l'allora classe dirigente sulla vicenda: "La sentenza contro Pellini è un implicito giudizio politico nei confronti dell’Amministrazione comunale precedente e tutto il centro-destra di Acerra -dichiara l’assessore all’Ambiente, Andrea Piatto- perché tutto nasce da ordinanze sindacali e contratti palesemente illegittimi, e concessioni edilizie rilasciate senza nemmeno il protocollo. Tanti legalitari e moralisti di oggi, ieri cosa controllavano?". "Il Comune di Acerra è stato capace, grazie al lavoro della nostra Amministrazione comunale, di fare pulizia al proprio interno e di rimuovere tutte quelle connivenze con apparati poco trasparenti -conclude l’assessore- per questo ora bisogna attendere le motivazioni della sentenza ed agire di conseguenza contro chi doveva controllare e non ha controllato, chi doveva impedire e non ha impedito".
-Ipse dixit-
Quello che le donne non dicono
Ci fanno compagnia certe lettere d'amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po'
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si".
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà...
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c'è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si",
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"
ascolta la canzone: http://www.youtube.com/watch?v=F0SKDXFHOoo
-I pensieri di Mary-
Quando cambiate la vittima, cambiate almeno il canovaccio.
Vi siete fatti antichi! :-)
-Mary-
-L'angolo della seccia-
"Ragazzi, mi raccomando... questa sera, recitate un Requiem per Timo Glock! Però, attenti: non dite pace all'anima sua, perchè non lo merita".
-I pensieri di Mary-
"Ogn'anno il due novembre c'è l'usanza per tutti noi d'andare al cimitero"... io però non tollero andare al cimitero nel periodo dei morti. Questo problema è dovuto al costume (tutto napoletano) di bardarsi manco si andasse ad un matrimonio e sfilare sui vialetti dei cimiteri come mannequin di passerelle milanesi. Detesto il cicaleccio di comari che si ritrovano giusto quella volta all'anno e ridacchiano con buona pace del luogo nel quale si trovano. Detesto ancor di più le vedove compunte che recitano rosari a grani doppi: quelli per le preghiere e quelli per gli inciuci. Quindi, vo a rendere omaggio ai miei defunti nel periodo intorno al venti ottobre. E, a differenza di molti, non limito le visite solo a quel periodo. Ma non è di questo che volevo parlare.
Nei giorni scorsi sono stata a far visita ai miei nonni paterni. Accanto alla loro cappelletta, ho notato un loculo recante una scritta "Epigona immagine palindroma di Dio"... sono stata un po' a rifletterci su ma non sono riuscita a capire cosa significasse. Ragionando mi sono fatta l'idea (anche perchè la frase continua) che il defunto fosse un ottimo docente e che venisse da una famiglia amante dei paroloni. Il quesito però resta: cos'avrà voluto dire?
-Mary-
-Ipse dixit-
Per ovvi motivi sono iscritta alla mailing list del "collettivo stop Gelmini" dell'Orientale. Oltre al calendario delle iniziative mi è arrivato anche questo sfogo, scritto da uno studente italo-francese. Vi invito a leggerlo, è molto ma molto interessante.
-Mary-
La Gelmini minaccia il diritto allo studio, questo é poco ma sicuro. Il problema é che il diritto allo studio, anche senza questa riforma non é garantito. L'Italia é uno dei paesi che attualmente spende di meno per la ricerca, é anche uno degli unici 3 che fa la ricerca quasi solo nelle università! Cosa buona qualcuno potrebbe pensare... da un lato si, pero', non ci nascondiamo le cose, se lo fanno é perche farlo sopratutto nelle università costa di meno!! Un ricercatore guadagna 800€ in Italia! L'Italia é anche tutt'ora uno dei paesi universitari che dedica la piu piccola parte del suo PIL (3%) nell'istruzione e nella ricerca. In Italia, studiare costa, e non poco, e questo é gia una barriera enorme. Ricordiamo che in Svezia l'istruzione é gratuita, anche all'università e che quel paese dedica la bellezza del 7% all'istruzione. Qualcuno dirà hce il paragone é difficile perche in Svezia ci sono molto meno abitanti, e il PIL é anche più basso (ma non il PIL pro-capite). Allora prendiamo l'esempio della Francia che ha piu o meno lo stesso numero di abitanti, anche li lo stato dedica poco all'istruzione, il 4% del PIL, pero delle borse sono distribuite a tutti sin dal primo anno di studio e su un unico criterio, il reddito! Ci sono in tutte le grandi città studentesche degli alloggi pubblici, e quelli che sono borsisti sono anche esonerati ditasse universitarie. Allora, in Italia, una riforma va fatta, e come!! Pero' una riforma che garantisce a tutti il diritto di studiare! Ma oggi, é il contrario che il governo Berlusconi ci propone, si parla di taglio dei fondi, e della possibilità alle università che non ce la farnno più di privatizzarsi! Ecco la loro soluzione! Ma chi investirà nell'università? Negli indirizzi umanistici sopratutto, chi vorrà investire?? E poi, quando costera studiare nelle università private, per molti diventerà impossibile, poi non ci saranno molti più indirizzi a numero chiuso, questo é poco ma sicuro! In questo periodo, c'é una crisi economica internazionale della quale si parla troppo poco in Italia, in questo periodo c'é la dimostrazione che il modello liberista non é perfetto, stanno fallendo tante aziende! Ma se si privatizza anche l'università, e se un giorno falliscono gruppi che ci hanno investito, che succederà?? Dovrà fallire anche l'università??
Ricordiamo che non é la prima volta che si parla di questo progetto! Questo é il sogno di tanti governi europei, ma anche dell'Unione europeo!! Solo che Berlusconi é il primo a proporre una cosa del genere, e con un decreto tra l'altro! Nel 2004, l'Unione Europea aveva proposto una Costituzione che in Italia é stata ratificata subito dal governo Berlusconi, poi si é abbandonato il progetto quando la Costituzione é stata rifiutata per referendum in Francia e in Olanda. In questa costituzione "liberista", la prima ad proporre un modello economico in una democrazia, c'era un articolo in cui si diceva che tutti i paesi europei dovevano arrivare alla privatizzazione di tutti i settori, e anche della salute e dell'istruzione! Meno male, la Costituzione europea é stata abbandonata! Ma comunque, l'idea c'era!! Non é che esce fuori cosi all'improvviso! Il progetto di molti é comunque di arrivare alla privatizzazione delle scuole e dell'istruzione! Allora affinche studiare diventi (non dico rimanga) un diritto, si deve lottare!
Ma in una democrazia, si vince solo con la maggioranza!! All'assemblea di venerdi a palazzo giusso qualcuno diceva "siamo molti, siamo tanti, siamo forti, quando camminiamo per le strade della città, abbiamo l'impressione che la città é nostra!". A me questo mi ha fatto ridere, perche a Napoli, anche se siamo 1000, 2000, anche 5000, non siamo molti! perche se la maggioranza degli studenti (più di 100 000 iscritti nelle università di Napoli) non é convinta dal blocco, non siamo nessuno, senza maggioranza, anche per le strade, non si vince. Io sono all'orientale, e sono orgoglioso di vedere che sia l'Orientale, il centro delle proteste a Napoli, ma senza le altre università, non si farà niente!! Allora, non sono i rappresentanti delle altre università a dover venire a trovarci a palazzo giusso per partecipare, siamo noi, che siamo l'Università più impegnata nella lotta ad andare nelle altre università per INFORMARE, semplicemente INFORMARE la gente sulla Gelmini, perche già sarebbe una grande cosa, molta gente non capisce, non sa che prevede il decreto!!! Allora, per fare partecipare più gente, innanzi tutto fasciamo una bella campagna di informazione!!
Ogni studente sfrattato da un'aula, senza avere ricevuto nessuna informazione, perche qualcuno gli ha detto "questo corso é bloccato" e basta é un potenziale studente che criticherà l'azione contro la riforma!
Ragazzi, non mollare, la scuola non si tocca, non pensiamo solo a noi, pensiamo anche alle generazioni future, perche per loro sarà dura!!
Crediamoci!! non mollare, ma facciamo le cose per bene!! e durante le assemblee, anche se viene data la parola a chiunque (cosa buona), non basta se dopo ogni intervento che propone qualcosa di buono, un altro modo di vedere le cose, qualcuno dopo risponde "noi blocchiamo perche ne abbiamo il diritto e basta", certo che é un diritto, pero', se qualcuno propone cose diverse, si faccia votare l'assemblea!! se no, che assemblea é, se comunque nessuno é disposto a cambiare il modo di agire!!
Per l'informazione, ho fatto la triennale in Francia, sono franco-italiano, conosco entrambi i sitemi universitari, e ho la possibilità di fare il paragone! Qua siamo molto più inguaiati! In Francia, ho pagato in 3 anni 75€ di tasse univesitarie, non vi dico quanto in 2 anni nell'università italiana! In Francia, per ogni riforma proposta, ci sono stati degli scioperi di mesi e mesi, università bloccate al 100% fino al ritiro della riforma, ed ogni volta gli studenti hanno vinto, ma erano appoggiati da professori, presidi... e la lotta era POPOLARE, quelli che erano contro erano una straminoranza, ed ogni giorni si votava per continuare o no il blocco! Cosa essenzialein una democrazia!!
RAPHAEL PEPE
-I pensieri di Mary-
Se tutti contassimo fino a dieci prima di dare un giudizio, soprattutto se l'oggetto di tale giudizio è una persona fragile... beh, si eviterebbero molti problemi.
Forse non tutti lo ricordano, ma quello che si dice in adolescenza ti marchia a fuoco, per sempre. Pennacchioni (oggi noto come Pennac), era un somaro. Perchè era un somaro? Perchè era convinto di non essere capace di studiare, di non riuscirci che tutto fosse fuori dalla sua portata. Oggi è uno scrittore di successo, ma tiene sempre il dizionario con sè (l'ortografia, specie in francese, è una brutta bestia). C'è invece chi è stato, fin dalla tenera età, convinto di essere troppo basso, troppo alto, troppo magro, troppo grasso, troppo brutto, troppo bello, secchione, somaro, fashon, irrimediabilmente fuori moda, figo, schiappa... e questo segna il corso naturale della sua vita. Pennacchioni, diventato professore, ha usato le ferite di somaro per spezzare il cerchio ed aiutare i suoi allievi somari a diventare. Già, diventare. Quel verbo che fa paura a tutti, non solo ai somari. Però, di quelli "che vanno bene" nessuno si preoccupa mai causa (presunta, altrochè se presunta) autosufficenza!
Libro: "Diario di Scuola"
Autore: Daniel Pennac
Editore: Feltrinelli
Nota: consigliato a docenti e genitori, ma anche a quegli adolescenti convinti di essere incompresi.
-Curiosità-
